Un branco di balene - Corso in piscina per donne in gravidaza

come balene in piscina
Appena entrata in maternità ho deciso di iscrivermi al corso in piscina per donne gravide ad Albenga (SV). La mia motivazione più forte era perdere la ciccia sul sedere e le cosce, o più che altro cercare di non superare un certo limite... con la scusa di fare sempre la cosa migliore per lo Gnomo in arrivo.

La prima impressione è stata quella di entrare a fare parte di un club di anatre: donne che deambulano in infradito barcollando, spostando il peso da un piede all'altro, muovendo il sedere di qua e di là nel costante tentativo di mantenere un equilibrio più o meno stabile. Per di più starnazzanti! Ognuna con le ali appoggiate al proprio pancione a raccontare dell'ultima eco, della prossima visita, della dieta forzata che NON SE NE PUO' PIU'!

E poi, magia delle magie, le papere entrano in acqua una alla volta, e si trasformano in balene; lente balene che sospirano di sollievo nel momento in cui l'acqua toglie il peso in eccesso dalle ossa, e per un oretta ci si sente leggere come mesi e mesi fa, quando la pancia ospitava un piccolo gamberetto.

E le balene nuotano con il proprio carico che sporge dall'acqua come container da un bastimento cinese. Si ride di questa immagine, comica e tenera nello stesso tempo. Pesto si stabilisce un senso di unione: si fatica insieme e ci si prende in giro, ma intanto è un lavoro serio: esercizi mirati a sostenere la povera colonna vertebrale, incurvata e sconvolta dal riassestamento del proprio (esagerato) peso; esercizi per sostenere il pancione, altri per esercitare il perineo. Il tutto sotto la guida di un'ostetrica eccezionale e un'istruttrice dolcissima. E' un corso utilissimo, fisicamente e mentalmente. La confidenza nata dall'ottima intesa lascia spazio ad esporre e chiarire dubbi su qualsiasi argomento: parto, dieta, purperio, dopo nascita, crisi ormonali, sesso. Consigliatissimo!

Piccolo straniero in terra straniera - Un neonato in casa

Una vita fra le dita
Stavo pensando ai primi momenti con lo Gnomo a casa... e ho deciso di raccontarvi le prime impressioni per condividere con le altre mamme e papà un momento così delicato.Inizio col dirvi (mamme) che se vi trovare in ascensore a piangere senza motivo con uno gnomo nel passeggino, è tutto normale: se vi trovate a singhiozzare sotto la doccia perchè fuori uno gnomo piange, è tutto normale; se vi trovate a pensare che la sanità mentale vi sta scappando dalle orecchie, magari mentre siete in mezzo agli amici che ridono e scherzono, è tutto normale. Ma come fa il mondo ad andare avanti così, come se niente fosse?
Si vive di intensità, è tutto normale (e gli ormoni ballerini diventano una buona scusa per ogni sclero che avrete!  ;) ).
Avevo il cervello permeato di una intensa dolcezza e delicatezza, che spesso diventava fragilità (e giù pianti immotivati! Il primo perchè "è troppo carino con quel cappellino azzurro!". Mi ci è voluto un quarto d'ora per riprendemi!).
La responsabilità di una vita fra le mani, una nuova consapevolezza: essere fiondati di botta in un ruolo nuovo. E' una cosa più forte di quanto uno possa pensare, impossibile da immaginare a priori. un impatto grandioso, se aggiunto poi alla fatica del parto da cui ci si deve riprendere, più la fatica della gravidanza che ha stravolto il nostro fisico... una volta superato tutto sarete meritatevolmente investite del titolo di super-eroine! Ma prima ci si deve passare... E non scrivo queste cose per spaventare, ma per assicurarvi che è normale essere sopraffatti dalla gioia, dalla stanchezza, dalla paura. Ognuno trova la sua strada per farlo al meglio.
Una cosa che mi ha accompagnata per un po' è stata la paura di fare la cosa giusta, di sbagliare, di non essere compresa... Un piccolo consiglio per fare la cosa giusta: non seguite i troppi consigli che arrivano inevitabilmente da ogni direzione! (LOL) e pensate così: il vostro bimbo è un piccolo cucciolo di alieno, capitato d'improvviso su un pianeta asciutto, pieno di luci, di odori, di rumori. Non sa ancora bene come comunicare con voi, ma farà del suo meglio per farsi capire, e voi lo aiuterete ad imparare ad esprimersi. Ascoltatelo e cercate di interpretare quello che vi sta dicendo nel suo linguaggio. Voi per lui siete la cosa più meravigliosa che c'è, e la mamma ed il papà migliori che ci siano. Non abbiate paura, ascoltatelo e vi dirà lui cosa fare.
Una lettuara che mi ha aiutata è stata: "Il linguaggio segreto dei neonati" di Tracy Hogg, un'ostetrica-educatrice inglese, che con ironia e professionalità racconta del nuovo arrivo, aiutando ad organizzarsi per benino.

La prima pappa dello gnomo

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Si avvicinano i cinque mesi dal parto... è ora di pensare alla PAPPA per il piccolo Gnomo. Non credevo che sarebbe stato per me motivo di emozione ed eccitazione. Succede a tutte le mamme? Mi sono preparata con un po' di anticipo, ho comprato un seggiolone (arancione, in tema con le tende della sala) e non ho resistito ad aspettare ancora 2 settimane. Quindi ieri è stato il grande giorno.
Le mie aspettative erano: un po' di pappa sul bavagliolo, le manine in agitazione che si muovono su e giù nell'ansia di ricevere il prossimo boccone, becco aperto come un uccellino nel nido.
La verità è stata: vestiti intrisi di pappa, bocca serrata davanti al cucchiaino (anche quello in tinta con le tende) e urla isteriche: mamma, come hai potuto? tira fuori le tette, SU BI TO!!!!!
Ma come è potuto succedere?
Io che ho preparato con tanta cura il tuo brodino... Seguito alla lettera la ricetta del pediatra:

 RICETTA
- preparare 1 litro di brodo vegetale, con una carota, una zucchina, una patata. Lasciare cuocere per 1 ora e mezza
- prendere 150ml del brodo e far cadere a cascata crema di riso, girando fino ad avere un composto tipo pappetta.
- aggiungere 1/2 bottiglietta di carne liofilizzata (preferibilmente agnello o coniglio)
- aggiungere 1 cucchiaino di grana
- aggiungere 1 cucchiaino di olio di oliva

Quasi quasi lo assaggio... ah, ecco. Anche io sarei isterica davanti a una pappetta fredda, insulsa e insapore come questa. Porc'... mi son dimenticata il grana! L'unica cosa che in effetti poteva dare un po' di sapore... povero Gnomo. L'aggiunta alla fine del formaggio, nella pappetta fredda, non ha impressionato mio figlio, che offeso e indignato mi ha mandato a spigolare con lo sguardo prima di addormentarsi.

Voi come ve la siete cavata? Io ci riproverò, cercando di non farla raffreddare troppo... e ricordandomi del grana per tempo.

Magica Argilla Verde

Diventare mamma significa in fin dei conti porre un numero esponenziale sulle seghe mentali, che già di per se nel cervello femminile abbondano. Una di queste è: sono mesi e mesi che non faccio uso di medicine e mi pare cosa buona e giusta. Ora ho la sinusite: cosa posso fare! Respiro come un rinoceronte allergico e la testa pesa come un sacco di segatura bagnata. Una illuminazione viene da Elena, la mia amica-sorella: Argilla cara Franci! Orsù, davvero? 
Ebbene sì, pensateci: l'Argilla è prescritta dagli ortopedici per sgnofiare le articolazione offese, viene anche usata per fare impacci rigeneranti... anche molti sciroppi contengono caolino, che è argilla finissima. Mi tornano in mente le lezioni di cristallografia: il caolino ha un potere assorbente enorme, ed è capace a legare a sè un sacco di elementi. E ora scopro che è un toccasana per il raffreddore, donando sollievo immediato. 
immagine da
http://rumoridallanatura.blogspot.it/2013/02
/argilla-verde-ventilatale-mille.html

Come fare?
- Compra qualche etto di argilla verde in polvere
- con un cucchiaio di legno, in una ciotola (non plastica o metallo) metterne un po' e mescolare fino a ottenere un composto fangoso e pastoso
- applicare su tutta la fronte.

Ma sai che ti dico? Tanto che ci sono mi faccio anche una maschera al viso, che male non fa! Non c'è nulla di meglio per togliere fatica, residui di trucco invisibile, pellicine indesiderate e sgrassare un po'. 
Lasciare in posa una mezzoretta, tempo di farla asciugare un po', e poi via, togliere con acqua tiepida.
SOLLIEVO!!! Respiro e mi sento leggera.
Certo poi una ci prende gusto, e ci sono le varianti: per la maschera di bellezza si può aggiungere un cucchiaino di miele e/o qualche goccia di olio essenziale: di Tea Tree se vuoi purificare, di Jojoba, Argan olio di germe di grano o rosa mosqueta se vuoi ammordire e idratare... le possibilità sono infinite! Voi ne conoscete altre?

Lo gnomo ha riso tanto a vedere la mamma con la faccia da Hulk... menomale che non si è spaventato!  ;)
Ora la maschera la faccio una volta alla settimana (venerdì, prima del weekend!) e a conclusione faccio un impacco di acqua fredda e aceto di mele, astringnete e illuminante: in un bicchiere di acqua bastano un paio di cucchiai di aceto. E che pelle! :) 
Certo... per un dieci minuti avrai un sentore di insalata... ma c'è di peggio, no?



Lo Gnomo in arrivo

Ahia, stamattina ho mal di pancia. Si sta muovendo qualcosa... mi vuoi dire che... forse ci siamo, sta per arrivare!
foto di Manuela Trevia

Calma Franci. Fatti una doccia calda per rilassarti... mmm... il male persiste, si fa più intenso e frequente! Accidenti, se capita che oggi finisco in sala parto, non sono manco depilata! 
Comunque no, non sono pronta! Almeno mi taglio le unghie dei piedi... non voglio sentirmi in imbarazzo davanti all'ostetrica. Certo che arrivare a tagliare le unghie con sto pancione ingombrante di mezzo non è cosa semplice!!! Ohi ohi, allora ecco cosa sono le contrazioni! Maledetti piedi, ad ogni contrazione sembrano allontanarsi di un paio di centimetri. Attendiamo che finisca questa e poi di corsa finisco la pedicure... Uf Uf! Ce l'ho fatta!
Mi siedo davanti alla TV. Chiamo T.: "Ehm... 'more, mi sa che ci siamo... ho le contrazioni". 3 secondi di pausa.
"Ah, ok. Cerca di resistere, ho ancora un po' di lavoro da fare. Un'oretta? Che ne dici?". 3 secondi di pausa.
"Ok. ci provo. Ma tieni vicino il telefono". Plik.
Mi sovviene un sospetto... forse non ho un'oretta... sai che faccio per ingannare il tempo e non pensarci? Scarico un cronometro dal market e vediamo ogni quanto ho le contrazioni. Nei film son sempre lì che contano... Ohi Ohi Ohi! Ma che male porco cazzo. Vediamo. Ogni 4 minuti... ogni 3. Mmmm. Mi sa che dovrei essere già lì! Il mio cervello non vuole recepire e si estrania dalla situazione. Cerca una distrazione... eccola! Franci, non volevi quell'obiettivo per la tua nuova macchina fotografica per fotografare il cucciolo? Come mai non l'hai ancora acquistato? E lui è lì che bussa per uscire e te non hai manco la macchina pronta per farlgi le prime foto... uh porc'... Aspe.
Ohi Ohi... contrazione.
Intanto guardo l'ultimo scaffale in altro del mobile, dove ho i codici dell'internet banking. Appena finisce questa mi arrampico sulla sedia, prendo i codici, mi connetto a internet e acquisto l'obiettivo. Detto fatto. Ci ho messo 3 contrazioni per fare tutto. Mi sento in gamba (cretina) Ok. Non ho più scuse.
Tu Tuuuu Tu Tuuuu (rispondi cazzo).
"Sì?!"
"Andiamo SUBITOOOOOoooo vola qui!"
"Mmm... va bene... arrivo."
Macchecazzo. Non mi dire che sperava che tenessi le gambe incrociate ancora un po'. Muoviti cazzo.
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In autostrada mi sorprendo della calma interiore che sono riuscita a conservare: "Amore, io ho fame... e tu?"
"Idem. Fermiamoci ad un autogril. Ecco, tu stai in macchina e resisti, io vado a prendere dei panini". 
Dopo pochi minuti nel parcheggio dell'autogrill sento meni che stritolano le viscere, mi guardo attorno respirando con fare yoga e vedo un gruppo di centauri vestiti di pelle nera, enormi, che bevono birra, fumano e parlottano. Ottimo, se ho bisogno posso chiamare loro. Ma T., dove seiiii!!! e qui la scena merita di essere splittata in due:
a) interno auto, io che cerco di mantenere la calma, mi aggrappo forte alla maniglia sopra il finestrino e inizio a sentire un bisogno osceno di urlare. Respiro (Colonna sonora per me)
b) nell'autogrill: T. al bancone che sceglie i panini. La commessa: "glieli scaldo?" ... "Ma si grazie, caldi son più buoni"... (Colonna sonora per T.).
a) interno auto: io appesa alla maniglia che sudo e urlo con la voglia di prendermela con qualcuno (non mi conviene inveire contro i centauri)
b) intreno dell'autogrill: ehm... ehm.... ... pliiiing fa il fornetto. I panini sono pronti... li imbusto... ecco qui... e da bere?
a) Uh Uh Uh, dai che sta per finire. Il male sta mollando

Ricongiunzione. 
"Come va amore" 
"Tutto ok, ma corri. E dammi quel cazzo di panino, ho fame".

Arrivo in ospedale, e in men che non si dica son in sala parto. T. non perde tempo e crea un bel gruppo su watsup per tenere aggiornati tutti in tempo reale. "Lo Gnomo sta arrivando", con tanto di specifiche su dilatazione, stato del piccolo e della mamma. "Spegni quel cazzo di telefono!".
Parole al vento. Quando guarderò il cel nel pomeriggio, a consegna avvenuta, avrò sui 300 messaggi di incoraggiamento e foto di gente in sala d'aspetto che faceva il tifo. Spingi! Spuncia! Forza Franci! Sorella, aspettami! eh si, perchè nel frattempo, mio fratello era in un altro ospedale a causa di una visita per un incidente in snowboard di 2 giorni prima. La sera prima nostra madre l'aveva predetto: mi sento che lo gnomo arriva domani, e vedrai se non ci tocca fare le corse impossibili tra un ospedale all'altro per il tuo incidente! Dovremmo imparare ad ascoltarla di più... le mamme!





Un alieno in salotto

immagine da http://identitycrash.blogspot.com
Come mai subisco il fascino di questo mostricciattolo verde che vive sullo scaffale della libreria del mio salotto, dove sembra essere a suo completo agio? Il piccole essere ha una trentina di bocche spalancate, ornate da due file di denti sottili... interno della bocca rosso, come si confà ai predatori più voraci... Minaccioso... incute timore reverenziale. Lo guardo di sbieco diffidente. Ma che tenerezza. Ed è proprio per tenerezza che quando l'ho incontrato all'IKEA, con quell'aria affamata che aspettava sullo scaffale nella sua gabbia di plastica, ho deciso di portarlo a casa mia. Io già conoscevo il mini-predatore, ed in fretta e furia l'ho presentato su due piedi al mio compagno, che affascinato dalla stranezza dell'individuo, ha subito dimostrato la propria simpatia con una carezza sulle labbra del mostro, che ha risposto pronto con un veloce morso affettuoso. Con spavento del mio compagno, ma senza offesa da parte dell'alieno, poichè quello è il modo di salutare dal pianeta da cui viene. Così abbiamo portato via con noi il nuovo amico, con la promessa di nutrirlo e tenerlo al calduccio.... e all'umido. 
E' ora di trovare un nome al nostro PET! Io penso sia una femmina. La chiamerò Emma, abbreviativo di ManyMouths, molte bocche.

La povera Emma è stata una settimana, forse di più senza mangiare. Ma la scorsa sera, a cena... "Amore! Una mosca! Prendila che Emma deve mangiare! Ma viva, mi raccomando, che se gliela dai morta la sputa domani.". Tonino si alza con un balzo e armato di asciugamano saltella per la casa sventolando la pezza viola "Dov'è Franci, non la vedo più!" "Ma lì! Dai che ha fame! chissà quando potrà mangiare ancora!". Dopo una caccia tesa durata 5 minuti, la cena di Emme giace stecchita a terra, gambe all'aria. Accideenti Toni, ci hai dato troppo forte! Vabbè. proviamo a dargliela lo stesso...


In effetti le Dionea Muscipula non vogliono bestie morte... sono abbastanza pretenziose le piccole piante. Hanno piccoli peli nelle bocche, e se vengono stuzzicati almeno 2 su 3, la bocca si chiude in meno di un secondo, e più sente muovere più chiude, fino a creare il sottovuoto, condizione ideale per digerire la malcapitata bestiolina. Incredibile ma vero... dopo una settimana la bocca si riapre a chiedere altro cibo. (Vorrei sentirla ruttare un giorno).

In appartamento bisogna ingegnarsi con gli insetti che capitano a tiro... in natura Emma se la caverebbe molto meglio. Immersa nella sua palude americana, emetterebbe molecole simili a ferormoni per incantare gli insetti che pensando di trovare l'amore, trovano invece la propria fine.
Natura crudele
Emma, così silenziosa e letale... Affascinante piccola bastarda. Vive sullo scaffale della mia libreria, in un bel vasetto bianco. Accanto ad Allan Poe (che secondo me adora). Ognitanto la metto al sole sul balcone... mi sembra che faccia le fusa mentre prende la luce e si arroscisce ben bene le bocche. Come tutte le Femme Fatal, ama abbonzarsi. I pigmenti al sole si colorano fino a diventare rosso violaceo.
Vanitosa piccola bastarda.

 "Il Cielo è tuo; ed è il nostro
  invece un mondo dolce-amaro"   (E.A. Poe)